A morte do leitor! (La mort du lecteur/La morte del lettore)

Um texto muito interessante de Gloria Origgi no seu blogue Miscellanea.

 

“Nel 1968, in un celebre saggio, Roland Barthes – (che il raro pubblico che mi legge dandomi della snob intellettuale non sa nemmeno chi sia, ma non importa, in fondo è il punto di tutto il saggio di oggi, e poi, dài, c’è Wikipedia…) – dichiarava la morte dell’autore (uso i grassetti perché sembra che il nostro lettore vittorioso non legga nient’altro) ormai sorpassato dall’onnipotenza del lettore. Povero autore, scacciato dal suo regno, detronizzato dalla potenza dei linguaggi multipli, delle scritture multiple, dei dialoghi, le chat, le infinite conversazioni che gli toglievano qualsiasi autorità sul discorso, si ritrovava da re della parola a piccola comparsa in un groviglio di conversazioni a tutti i livelli che non avrebbe mai più controllato.

Eppure. Aveva davvero visto giusto Barthes? E’ l’autore che è morto?

Viviamo in un’era di possibilità infinite per il lettore: lo schermo serale dei nostri laptop pullula di blog, di forum, di giornali online in cui il lettore ha lo stesso, ripeto, sottolineato, loSTESSO diritto di parola dell’autore. Basta gerarchie, basta filtri di autorità, il lettore può leggere un articolo e rispondere dicendo che non è d’accordo, che ne sa di più, che contraddice la riga numero quattro con cui l’autore si faceva bello, grazie a un fondamentale volumetto che ha scritto sull’argomento…

Ma al lettore la parità non piace. L’autore è un nemico. Un nemico lontano e invincibile che mantiene il suo statuto di nemico solo grazie alla sua lontananza, alla sua totale superiorità gerarchica rispetto al lettore.

Il lettore non è purtroppo diventato re. E’ diventato schiavo della sua libertà. Il lettore legge, ama l’autore, e insieme, nella sua ambivalenza eterna, lo insulta, lo abbassa, lo bistratta, ma non parla con lui.

Mi capita di avere un blog su un quotidiano italiano, IL FATTO. Essendo abituata alla dialettica dal mio mestiere di accademica, quando il lettore commenta, anche aggressivamente, qualcuno dei miei articoli, la mia prima reazione è di rispondergli. Ma il lettore selvaggio, come l’ha ben definito il buon vecchio Umberto Eco, non vuole risposte. Non vuole dialettica. Vuole solo odiarti e insieme ammirarti nella tua infinita, incolmabile, distanza di autore. Un autore che gli risponde, che lo considera un interlocutore, non è più un autore: è uno sfigato in carne ed ossa come lui. Meglio azzerarlo, ammazzarlo, dargli del coglione che accettarlo nel proprio circolo di interlocutori. Perché se diventiamo tutti uguali, allora chi leggo? Mia nonna? Mio cognato che la sera parla di politica? No! Vogliamo autorità, vogliamo pareri che vengono dall’alto, dall’iperuranio, da un mondo delle idee a cui il lettore non avrà mai accesso perché NON VUOLE avere accesso.

Non esiste letteratura più ricca di quella dedicata alla vera identità dell’autore. Shakespeare era forse quattro donne, oppure era Marlowe, oppure il mandante dell’omicidio di Marlowe, ma, soprattutto, per favore, non fateci sapere chi fosse, perché se fosse umano, invece che sovra o sotto-umano, potremmo parlargli, magari dialogare con lui. E questo il lettore lo rifiuta.

Se prendete qualche minuto per leggere i commenti ai miei articoli online sul blog de IL FATTO, ci sono chicche meravigliose come: “L’autrice ha colto, non intenzionalmente ovviamente, il cuore del problema”, oppure “Bisognerebbe chiedersi a chi l’ha data via Gloria Origgi per poter scrivere tali cazzate su questo giornale”, o ancora “L’autrice dell’articolo dev’essere un’esperta di Copia/Incolla per aver messo insieme queste informazioni”.

A volte reagisco, contro il saggio consiglio del mio direttore, che pensa che al lettore selvaggio non valga la pena di dare una replica. Ma sto piano piano capendo che ha ragione lui. Non è l’autore che è morto, pace il buon Barthes. E’ il lettore. Triste, livoroso, incazzato, non cerca nessun dialogo. Ti odia e basta. Affogato in troppa informazione, il lettore galleggia, come un cadavere, senza sapere più come esercitare il suo potere di veto. Allora, come un kamikaze, spara su tutti, non accetta repliche, e si consola pensando che l’autore in fondo non esiste, è una costruzione culturale, e se qualcuno salta fuori in carne ed ossa e gli dice “Guarda, son qui! Sono l’autore! Ti tendo una mano: parliamo!” dev’essere un mandante di un partito realista pericoloso che vuole combattere le comode derive del post-moderno.

Caro lettore, tu n’es plus mon semblable, mon frère, sei una figura patetica, peggio delle vittime della pubblicità, che mi abbatte in pubblico e corre a comperare i miei libri. Ma ho ancora bisogno di te!

Il lettore è morto. Viva il lettore!! “

Home sweet home!!!

Depois de 8 horas de aulas de seguida sem um minutinho de folga que seja, estou oficialmente estourada e feliz por estar em casa!!!!

Amanhã às 08h20 continua a saga…mas às duas da tarde entro de fim de semana finalmente!!!!

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Eu tenho um aluno que é muito esperto e muito perguntador ( ou não tivesse 6 anos), metade da aula de piano fala e pergunta coisas, hoje a pergunta era o seguinte:

“Como é o Céu e porque existe Inferno?” – Como estava a dar aulas num centro paroquial lá lhe expliquei a versão católica da coisa, seguiram-se imensas perguntas à cerca do Diabo e do poder do diabo e porque é que ele existe.

“Professora quais são os dez mandamentos?” Lá lhos expliquei versão para gente piquena, de repente muito sério pergunta-me: oh professora e isso de não matarás também contam os jogos de carros? É que eu gosto de jogar Grand Thef Auto!

Eu sem saber o que lhe dizer disse o que me pareceu mais sensato que foi não nos jogos não conta, mas cheira-me que um destes dias tenho um senhor padre à perna.

Depois diz-me literalmente ao ouvido, aquele jogo tem muitos barcos e tem um com meninas, os meus amigos vão para lá mas eu não!

De rir à gargalhada não fosse ele estar tão sério!

 

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E entretanto quero ir ouvir as coisas boas que se partilharam no twitter a propósito do aniversário do senhor Amadeus!

Aniversários

Se fosse vivo hoje faria anos o traquinas do Mozart, como a sua música tem preenchido os meus dias de trabalho e tenho soltado algumas gargalhadas à sua custa, fica aqui um excerto da flauta mágica para comemorar!

Esta versão foi feita em 2006 pelo MET em Inglês para que as crianças pudessem perceber, como o Mozart quis o libretto em alemão para poder usar vernáculo creio que esta é uma ópera que pode ser apresentada em qualquer língua para melhor compreensão das “bocas” do texto. Os meus alunos viram-na em alemão mas legendada, apesar de a irem fazer em português.

 

Também António Chainho faz anos hoje!

Energias Negativas

Negative energy

* foto retirada do Blogue da Laurinda Alves

 

Por favor gente! Já chega de choraminguices…

Apenas para reforçar:

Não existe nenhuma conspiração cósmica atrás de vocês, ninguém se esqueceu da vossa existência, o mundo não está cheio de sítios e pessoas más que vos perseguem, e a vossa vida não é uma sequência de acontecimentos tristes. Se assim o acham é porque estão a dar valor às coisas erradas!

“This is my party”, é o meu mundo e a minha vida, logo escolho mandar toda essa negatividade pela janela fora, quem manda nele sou eu mais ninguém, metam isto na vossa cabeça quem manda na vossa festa são vocês.